Vanessa e greta. Sesso con i guerriglieri. Una bufala.

Dopo la notizia della liberazione di Greta e Vanessa, le due volontarie sequestrate in Siria e rimaste prigioniere per cinque mesi e mezzo, si sono scatenate le polemiche per via del presunto riscatto di 12 milioni di euro che il governo italiano avrebbe pagato per ottenere il loro rilascio. Anche se la notizia del pagamento del riscatto non è stata confermata, in rete si è verificato un vero e proprio tiro al bersaglio nei confronti delle due ragazze, colpevoli secondo alcuni di aver agito con superficialità e dabbenaggine senza pensare alle conseguenze che il loro comportamento avrebbe potuto sortire. Qualcuno scrive che i soldi del riscatto sono soldi pubblici, soldi dei cittadini italiani che andranno a finanziare l'acquisto di armi da parte dei terroristi, qualcun'altro si arrabbia e fa notare che l'associazione di cui facevano parte le due ragazze non era una Ong ne' una Onlus e non era ben chiaro il loro ruolo tant'è che non sarebbe nemmeno corretto chiamarle cooperanti almeno fino a quando gli inquirenti non avranno chiarito i loro rapporti con frange estremiste. C'è persino chi mette in dubbio le parole che le due ragazze hanno pronunciato davanti ai magistrati poche ore dopo il loro arrivo in Italia obiettando che i loro carcerieri non devono averle trattate poi così male se sono tornate a casa in perfetta forma e addirittura con parecchi chili in più. Sono dubbi e domande lecite anche se quello che andrebbe sottolineato almeno nell'immediatezza della liberazione è che due giovani ragazze hanno scampato la morte e sono tornate tra le braccia dei loro genitori dopo quasi sei mesi di prigionia lasciando che la magistratura faccia il suo lavoro e chiarisca tutti i dubbi che possono legittimamente sfiorare le nostre menti.

Quello che invece andrebbe evitato è il linciaggio di Greta e Vanessa conseguente alla pubblicazione di una notizia falsa sul sito catenaumana.it e alla mancata verifica da parte di coloro che hanno condiviso la notizia sui social network scatenando un vero e proprio putiferio mediatico. Il sito in questione ha diffuso una notizia priva di qualunque fondamento secondo la quale Greta avrebbe dichiarato ai magistrati:" non nascondo che con alcuni guerriglieri ci sono stati rapporti sessuali ma assolutamente consenzienti, con noi erano gentili", notizia che ha scatenato un'ondata di commenti di una violenza inaudita. Non è dato sapere che cosa porti alcune persone a non verificare la fonte di certe notizie perché dovrebbe essere responsabilità di ciascuno di noi avere senso critico e non recepire passivamente tutto quello che leggiamo su internet ma la cosa più grave è che tra coloro che non verificano e agiscono in maniera pericolosamente superficiale ci sia anche un ex ministro, per di più ministro delle comunicazioni, ora presidente del gruppo del Pdl al Senato ovvero Maurizio Gasparri. Gasparri ieri sera sul suo profilo twitter ha scritto "#vanessagreta sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo!" senza corredare di alcun link la sua domanda e la sua personale considerazione. Il fatto che una carica istituzionale diffonda dal suo profilo twitter una notizia falsa facendola passare per vera o verosimile è un fatto moto grave che ha spinto parecchi utenti a scrivere commenti irripetibili augurando alle due ragazze di morire dopo aver contratto una malattia venerea.

Che dire? Se a dare il cattivo esempio è proprio la classe politica, poi non dobbiamo stupirci che la maggior parte di noi si lasci andare a commenti che con la ricerca della verità hanno ben poco a che vedere e che denotano soltanto ignoranza, totale mancanza di senso critico e anche parecchia cattiveria.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                          19 Gennaio 2015

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