TERRORISMO. L’ODIO RAZZIALE E’ LA RISPOSTA SBAGLIATA.

Quello di cui l'umanità avrebbe bisogno in queste ore è una condanna unanime, senza se e senza ma, del sanguinario attentato che è costato la vita a 12 persone nella redazione del giornale francese Charlie Hebdo e ad altre 5, una condanna di quello che è stato un efferato atto  terroristico perpetrato da fanatici integralisti che vanno chiaramente distinti dalla maggior parte dei musulmani che vivono sul nostro pianeta. Fare di tutta l'erba un fascio come purtroppo sta facendo parte dell'opinione pubblica che da sfogo al proprio odio e alla propria paura sui social network o come fanno addirittura alcuni esponenti politici che non sembravano aspettare altro che una disgrazia simile per fare leva sulla pancia degli italiani e cercare di attrarre consensi è la mossa più sbagliata e pericolosa in un momento come questo.

Su facebook e su twitter, dopo la solidarietà manifestata dall'espressione "je suis charlie" purtroppo si assiste al proliferare di hashtag che inneggiano all'odio razziale e alla violenza come #KillAllMuslims, ovvero "uccidiamo tutti i musulmani indiscriminatamente", corredati da immagini dell'attentato alle Torri Gemelle o di versetti del Corano estrapolati dal contesto e usati in maniera impropria. Purtroppo hashtag come questo stanno guadagnando followers e consensi e non fanno altro che generare altro odio anche se qualcuno risponde dissociandosi #NotinMyName, "non nel mio nome" appunto, e riproponendo le immagini di Ahmed, il poliziotto ucciso a sangue freddo e abbandonato sul marciapiede dagli attentatori nel loro folle tentativo di fuga. Ahmed era musulmano ed è caduto vittima di coloro che in nome del suo stesso dio vorrebbero sterminare tutti gli infedeli e proprio nel rispetto della sua giovane vita spezzata e nel rispetto di tutti gli altri morti dovremmo tracciare una chiara linea di demarcazione tra l'Islam moderato e il terrorismo che sono due cose completamente diverse, non la faccia della stessa medaglia come qualcuno vorrebbe farci credere.

Tre giorni fa Giovanna Tedde, l'assessore alla Cultura del Comune di Bonorva in provincia di Sassari, ha pubblicato su facebook un post allucinante:" Voglio che questo post sia chiaro: non accetto richieste d'amicizia da parte di musulmani. Per quanto mi riguarda e vista l'emergenza di questi anni circa il vostro "popolo" potete morire ammazzati tutti. Compresi i bambini" e non contenta ha aggiunto :"Siete feccia che prolifera in nome di un dio che ignorate essere come quello degli altri esseri umani. Venite a farci la guerra a casa? Spero solo che il mondo vi elimini come Hitler, per errore, ha sterminato i poveri ebrei. Voi avreste dovuto subire l'olocausto". Queste parole sono di una gravità assoluta soprattutto se consideriamo che a scriverle sul suo profilo facebook è stata una persona che ricopre un ruolo istituzionale, che è addirittura un assessore alla cultura, anzi, lo era, dato che in un secondo tempo ha pensato bene di scusarsi adducendo la motivazione di aver scritto quelle frasi di getto e manifestando la volontà di dare le dimissioni.

Nemmeno il leader della Lega Matteo Salvini ha pensato bene di smorzare gli animi e gettare acqua sul fuoco perchè all'indomani della strage, oltre ad aver polemizzato con il Papa, reo secondo lui di volere il dialogo con l'Islam, ha dichiarato senza mezzi termini :"L'Islam è pericoloso: ci sono milioni di persone in giro per il mondo, e anche sui pianerottoli di casa nostra, pronti a sgozzare e a uccidere in nome dell'Islam".

Qualunque siano le convinzioni di ognuno di noi dovremmo astenerci dal fomentare l'odio che finirà soltanto per generare altro odio se non altro perchè al mondo i musulmani sono oltre un miliardo e mezzo e la stragrande maggioranza dei fedeli di Maometto non sono terroristi e non hanno alcuna intenzione di diventarlo. La soluzione migliore è quella di andare nella direzione dell'integrazione e dell'educazione delle seconde generazioni di musulmani nati in Europa proprio per evitare che qualcuno di loro possa venire attratto nell'orbita dell'Isis o di Al Qaeda che sono due gruppi terroristici e non scuole di religione.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                   12 Gennaio 2015

I commenti sono chiusi