SODDISFATTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE ITALIANO ?

Sono state presentata alla Camera dei Deputati le conclusioni del decimo rapporto Sanità dell'Università Tor Vergata di Roma a cura dei ricercatori del Consorzio per la ricerca economica applicata in sanità e il quadro non è certo confortante soprattutto se lo mettiamo in relazione ai tagli che il Governo chiede alle Regioni per finanziare la legge di Stabilità. I governatori di varie regioni italiane hanno protestato proprio contro questi tagli perchè porteranno inevitabilmente a ridurre servizi fondamentali per i cittadini fra cui appunto il diritto alla salute. Dal rapporto si evince che l'Italia spende per la sanità il 25% in meno rispetto agli altri Paesi europei fra cui Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia e, se si prende in considerazione la spesa pro capite per i cittadini sopra i 65 anni, il divario si allarga ulteriormente arrivando al 35%. Emergono differenze notevoli tra una regione e l'altra se pensiamo ad esempio che la Valle D'Aosta spende 3.169 euro per cittadino mentre la Campania si ferma a 2.061 euro determinando un differenziale del 53,8%. Secondo lo stesso dossier l'invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle malattie croniche non costituirebbero una minaccia per il nostro Servizio Sanitario Nazionale perchè i tassi di cronicità di alcune malattie sono diminuiti grazie alla prevenzione e le nuove tecnologie hanno contribuito a ridurre i ricoveri in ospedale. Negli ultimi 5 anni i ricoveri per diabete si sono ridotti del 35%, quelli per artrite reumatoide del 53% e quelli per sclerosi multipla del 37% con notevole risparmio per il Ssn. Un dato che continua ad essere negativo è l'insufficiente diffusione dell'assistenza domiciliare se pensiamo che solamente in Emilia Romagna si riesce a superare il tetto del 10% di anziani sopra i 65 anni assistiti a casa loro. In molte altre regioni la percentuale è davvero infima e corrisponde al 4% circa. Le prestazioni in alcune regioni sono legate al reddito ma in altre no e il rischio è quello di creare requisiti disomogenei e disparità di trattamento fra malati di serie a e malati di serie b. Se il federalismo nella sanità da un lato ha portato alla riduzione del disavanzo nazionale con un conseguente risparmio purtroppo ci sono delle eccezioni perchè in una regione come il Lazio, ad esempio, nel 2013 si è concentrato il 36,2% di tutto il disavanzo nazionale. Detto in soldoni, qual'è il rapporto del cittadino italiano con il Servizio Sanitario Nazionale? Secondo il Censis il 49% degli italiani giudica inadeguati i servizi sanitari offerti dalla propria regione ma la percentuale si riduce di molto al nord est (27,5%) e aumenta in modo impressionante al sud (72%). Stando alle segnalazioni trasmesse dai cittadini all'associazione "Cittadinanzattiva" e al Tribunale per i diritti del malato curarsi costa troppo e molto spesso si rinuncia alla salute che è diventata un vero e proprio lusso per via dei ticket troppo pesanti, delle infinite liste d'attesa, dei costi salati della sanità privata e delle elevate tariffe delle visite e degli esami "intramoenia" ovvero quelli fatti dagli stessi medici negli stessi ospedali in via privata e al di fuori dell'orario di lavoro. Qualche esempio di lista d'attesa media nel nostro Paese per accedere ad esami diagnostici, visite, interventi chirurgici?Sempre secondo Cittadinanzattiva occorre aspettare fino a 14 mesi per una mammografia, 12 mesi per moc e tac o protesi al ginocchio, 11 mesi per una colonscopia, 10 mesi per una ecodoppler, 9 mesi per risonanza magnetica o ecocardiogramma/ elettrocardiogramma o visita oculistica, 8 mesi per una ecografia o intervento di cataratta, 20 mesi per una visita psichiatrica, 7 mesi per una visita cardiologica o ortopedica, 6 mesi per una visita oncologica (sempre che ci si arrivi ancora vivi!) o per un intervento per calcoli renali, due anni per un intervento di ernia discale o alle varici.

Morena Zapparoli  Funari                                                                                                                                      29 Ottobre 2014

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