Matteo Renzi stravince le Elezioni Europee con il 40,8 %.  Per quanto tempo gli Italiani continueranno a dargli fiducia ?

di Morena Zapparoli Funari

Matteo Renzi ha stravinto le elezioni europee con il 40,8% e ha quasi doppiato Grillo che si è fermato al 21,1%. In termini di voti il PD ne ha presi due milioni e mezzo in più rispetto alle elezioni politiche mentre il Movimento 5 Stelle ne ha persi tre.

I risultati di queste elezioni fotografano un'Italia fatta di persone che credono nel cambiamento promesso dal Presidente del Consiglio attraverso le riforme che, ora più che mai, dovrà impegnarsi a portare avanti, forte della valanga di voti che ha preso e consapevole, al tempo stesso, dell'enorme responsabilità che lo ha investito.

Qualcuno ipotizza che Renzi aprirà una nuova era, il cosiddetto "renzismo", e che questa era potrebbe durare un ventennio come successe nel 1994 con la discesa in campo di Berlusconi. Io, come d'altronde molti altri commentatori e giornalisti, non ne sarei così sicura e comunque non la vedrei come una previsione scontata perchè gli elettori italiani, dopo i famigerati 80 euro che comunque hanno funzionato, pretendono che il premier mantenga gran parte delle promesse che ha fatto. La durata del consenso nei confronti di Renzi dipenderà da fattori non trascurabili fra cui, ad esempio, la soluzione del problema della disoccupazione che non accenna a diminuire e la stesura di una legge finanziaria che dovrà trovare con grandi difficoltà le coperture necessarie per continuare il percorso intrapreso senza aumentare le tasse.

Per Grillo si tratta di un pericoloso calo dovuto ai toni urlati e agli insulti troppo pesanti nei confronti degli avversari, insulti che negli ultimi giorni di campagna elettorale si sono spinti fino ad invocare le lupare bianche e la vivisezione. Sono battute satiriche e molto probabilmente Grillo non farebbe mai del male fisico ad un animale, bipede o quadrupede che sia, ma l'elettorato da lui si sarebbe aspettato un'opposizione più autorevole e seria. Un altro elemento che non deve essere piaciuto agli italiani consiste nell' epurazione di coloro che sono stati ritenuti "dissidenti", mossa ricorrente che ha dato agli elettori l'impressione sempre più netta di una mancanza di democrazia all'interno del movimento. Un episodio fra tanti che sintetizza i due aspetti sopra citati e che tutti ricorderanno riguardò la consigliera regionale Federica Salsi, "colpevole" di aver partecipato alla trasmissione Ballarò, che Grillo punì con l'espulsione tirando in ballo, con una buone dose di misoginia, il punto G e l'orgasmo che procurerebbe la partecipazione ai tanto vituperati talk show televisivi. Per essere coerente con quel principio Grillo non avrebbe dovuto accettare di partecipare a Porta a Porta e invece lo abbiamo visto tutti seduto nel salotto di Bruno Vespa a una settimana dal voto.

Che dire di Forza Italia? Il 16,9% è un risultato avvilente che segna, con ogni probabilità la fine politica di Berlusconi. Continuare a dire in tv e nelle piazze che il crollo del consenso rilevato dai sondaggi era figlio di una sentenza di condanna assurda e ingiusta non ha certo contribuito a cambiare in meglio l'intenzione di voto ma ha dato, semmai, l'impressione di una mancanza di idee e alternative che andassero al di là della promessa di regalare dentiere agli anziani.

Questo è il quadro uscito dalle elezioni europee, ora dobbiamo solo attendere per capire se Renzi saprà mantenere il consenso acquisito attraverso i gesti concreti che gli italiani si aspettano da lui.

Morena Zapparoli  Funari                                                                              26 Maggio 2014

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