Il probabile futuro Presidente della Repubblica.

Salvo improbabili imprevisti e scherzi di franchi tiratori, domani mattina sarà eletto il nuovo presidente della Repubblica e il nome più verosimile è quello di Sergio Mattarella che è stato scelto da Renzi, ha il pieno sostegno di tutto il Pd, compresi i dissidenti, di Sel, di Lista Civica, di Per L'Italia e del gruppo Autonomie-Psi-Pli a cui potrebbero aggiungersi gli ex grillini e anche altri. Al quarto scutinio infatti per eleggere il nuovo inquilino del Colle non ci vorrà più il quorum dei due terzi pari a 673 voti ma basterà la maggioranza semplice pari a 505 voti. Berlusconi e i suoi non hanno alcuna intenzione di votare Mattarella e annunciano che voteranno scheda bianca anche domani mattina o usciranno dall'aula mentre il Nuovo Centro Destra è indeciso.

Ma chi è Sergio Mattarella?

Noto soprattutto per aver dato il suo nome al Mattarellum, la riforma della legge elettorale in senso maggioritario del 1993, un incastro tra collegi uninominali e quote proporzionali che anche per via di Tangentopoli determinò il declino del partito di cui faceva parte, la Democrazie Cristiana, è nato a Palermo settantaquattro anni fa. Suo padre era Bernardo, ministro, deputato e potente democristiano in Sicilia e suo fratello maggiore era Piersanti che nel 1980 mentre ricopriva il ruolo di presidente della Regione fu assassinato dalla mafia per aver sempre manifestato la volontà di non piegarsi alle sue regole. Tre anni dopo fu eletto deputato della Dc in quota Zaccagnini e l'anno dopo De Mita lo scelse come plenipotenziario del partito in Sicilia per mettere ordine in una Dc dove spadroneggiavano Lima e Ciancimino. Quando si trattò di scegliere il nuovo sindaco di Palermo, Mattarella riuscì a far eleggere un giovane professore che poi divenne il simbolo della lotta per la legalità: Leoluca Orlando. In seguito De Mita lo chiamò a Roma per fare il Ministro dei Rapporti con il Parlamento e Andreotti lo nominò alla Pubblica Istruzione.

Il motivo per cui Mattarella non è gradito a Berlusconi risale proprio agli anni 90 quando il probabile futuro Presidente della Repubblica si dimise da ministro della Pubblica Istruzione perchè Andreotti aveva posto la fiducia sulla legge Mammì che sanava definitivamente le tre reti Fininvest. Mattarella motivò il suo gesto con queste parole :"Riteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile....". Insieme a lui si dimisero altri 4 onorevoli fra cui Martinazzoli al quale la sera stessa Mattarella chiese :"Hai consegnato la lettera di dimissioni?" e alla sua risposta affermativa aggiunse :"E hai fatto una fotocopia? Perchè Andreotti è capace di mangiarsela la tua lettera pur di farla scomparire..."

Nel Partito Popolare che prese il posto della Dc Mattarella fu uno degli oppositori della linea filo-berlusconiana di Buttiglione e uno dei sostenitori della candidatura a premier di Romano Prodi. Poi ci furono l'Ulivo, la Margherita e il Partito Democratico del quale Mattarella scrisse insieme ad altri cinque il manifesto fondativo. Con D'Alema premier fu vicepresidente del Consiglio dei Ministri e poi Ministro della Difesa di cui si ricorda l'abolizione dell'obbligo del servizio di leva militare. Lasciò nel 2008, fu eletto giudice costituzionale nel 2011 e il 4 dicembre del 2013 come giudice della Consulta dichiarò incostituzionale il Porcellum, la legge elettorale imposta dal centrodestra che aveva cancellato dopo più di 10 anni il suo Mattarellum.

Per quanto riguarda le ombre sul suo profilo, bisogna segnalare un procedimento penale a suo carico nei primi anni 90 per finanziamento illecito per aver ricevuto una busta contenente 3 milioni di vecchie lire in buoni benzina recapitatigli dall'imprenditore agrigentino Filippo Salamone, uomo di Totò Riina. Il processo andato avanti per anni si è concluso con l'assoluzione perchè il fatto non sussiste. Il fratello Antonino fu indagato negli anni 90 a Venezia per riciclaggio di denaro sporco e associazione mafiosa con Enrico Nicoletti della Banda della Magliana per una speculazione edilizia a Cortina ma l'inchiesta fu poi archiviata per mancanza di prove. Il nipote Bernardo, deputato regionale in Sicilia è indagato per peculato in relazione ai rimborsi ai gruppi consiliari della Regione. Alcune accuse di collusione con ambienti mafiosi sono state fatte anche nei confronti del padre Bernardo, tra i fondatori della Dc. Infine, una critica che gli viene fatta in tempi recenti riguarda suo figlio Bernardo Giorgio che è a capo dell'ufficio legislativo della Funzione Pubblica al ministero della Pubblica Amministrazione con uno stipendio di 130.000 euro.

Questo in sostanza è quello che c'è da sapere su colui che, salvo sorprese che appaiono abbastanza remote, sarà il successore di Giorgio Napolitano al Quirinale.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                     30 Gennaio 2015

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