No agli eccessi della chirurgia plastica.

Secondo i dati della International Society of Aesthetic Plastic Surgery le operazioni di chirurgia estetica praticate nel mondo nel 2013 sono state oltre 23 milioni, più di 20 milioni alle donne e oltre 3 milioni agli uomini. Il primato spetta agli Usa con 3.996,631 operazioni, seguono il Brasile, il Messico, la Germania, la Spagna, la Colombia e, al settimo posto, l'Italia con 375.256 interventi.

Le operazioni più richieste sono l'aumento del seno, la liposuzione, la blefaroplastica, il lipofilling, ovvero il reinserimento del proprio grasso o di cellule staminali in zone del viso o del corpo che appaiono svuotate e la rinoplastica.

L'Italia si trova al sesto posto nella classifica mondiale per quanto riguarda gli interventi non chirurgici, i cosiddetti ritocchi soft come le punturine riempitive, le iniezioni di botulino, i trattamenti anti età, il peeling e i trattamenti laser per eliminare le peluria da varie aree del viso e del corpo. Nonostante la crisi, gli italiani che non riescono a pagare l'affitto o il mutuo e rimandano a data da destinarsi le vacanze o peggio le cure dentistiche, non rinunciano al bisturi.

Bisogna distinguere tra la chirurgia plastica ricostruttiva che viene usata per i pazienti che hanno subito incidenti o operazioni chirurgiche molto invasive a causa, ad esempio, di un tumore maligno al seno dalla chirurgia plastica per motivi puramente estetici e riguardo a quest'ultima bisogna ulteriormente distinguere fra interventi di rinoplastica o di correzione delle orecchie a ventola quando si hanno seri problemi di respirazione o di accettazione del proprio aspetto e di autostima dagli eccessi, ovvero da interventi che potrebbero essere evitati come un aumento eccessivo del seno in età adolescenziale o ripetute operazioni sullo stesso paziente che non è mai soddisfatto del risultato ottenuto.

Gli eccessi nella chirurgia plastica possono essere la causa di gravi problemi specie quando ci capita di vedere volti segnati da cicatrici, tumefazioni e lividi che spesso sono il prezzo da pagare quando si vuole somigliare a qualcun'altro, ad un'attrice famosa o a una modella. Ci sono donne che sono arrivate ad infliggersi centinaia di interventi chirurgici pur di ottenere un risultato che non solo è irraggiungibile ma rischia di rovinare il loro aspetto in maniera irreversibile. E' quello che è successo ad Alicia Douvall che è ricorsa a ben 350 interventi pur di avere l'aspetto di una bambola o alla cantante americana Claudia Aderotimi che è morta in seguito ad una iniezione letale di silicone liquido che sarebbe dovuto servire a gonfiarle i glutei.

Mi fa una strana impressione vedere volti di donne bellissime letteralmente trasformate da interventi di chirurgia plastica che non solo potevano ma dovevano assolutamente essere sconsigliati ed evitati, basti pensare a Renèe Zellweger che ha perso quella dolcissima espressione alla Bridget Jones o a Carla Bruni che non aveva alcun bisogno di continui ritocchi o a Donatella Versace i cui lineamenti sono stati completamente stravolti con un esito di gran lunga peggiore rispetto a quello che sarebbe stato il naturale trascorrere del tempo. Si tratta solo di gusti? Può darsi, ma non scommetterei un centesimo sul fatto che queste donne ora siano soddisfatte del loro aspetto estetico. Molte sono le star e le persone non famose che si dichiarano pentite di un intervento chirurgico ma il guaio è che non possono più tornare indietro e quando hanno deciso, forse in modo troppo avventato, di sottoporsi all'operazione, forse non hanno trovato un chirurgo abbastanza serio e coscienzioso da consigliare loro di rinunciarvi.

Non è mia intenzione condannare a priori la chirurgia estetica ma gli abusi che se ne fanno anche quando non è necessaria e invece di migliorare l'aspetto e l'equilibrio psicologico di una persona rischia di peggiorarli irrimediabilmente.

Uno degli aspetti più inquietanti legati a questa tendenza è il sito myfreeimplants.com, letteralmente "la mia plastica gratis", una sorta di vetrina dalla quale giovani ragazze desiderose di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica, la maggior parte delle volte una mastoplastica additiva, incontrano on line dei "donatori" che sono disposti ad aiutarle economicamente in cambio di chat, fotografie e video. Si capisce come in casi come questo una persona, spesso insicura e psicologicamente immatura, sia pronta veramente a tutto pur di soddisfare l'ansia di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica con l'illusione di raggiungere un ideale di bellezza che molto spesso rasenta la patologia.

Morena Zapparoli  Funari                                                                                                                                      26 Novembre 2014

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