Schettino. Pericolo di fuga ?

In un editoriale video di Voltinuovi del 24 luglio scorso mi domandavo e domandavo ai nostri lettori se Francesco Schettino meritasse il carcere e se fosse giusto tenerlo in libertà fino alla conclusione del processo a suo carico che lo vede imputato di naufragio colposo, omicidio colposo di 32 persone, abbandono di persone incapaci e abbandono della Costa Concordia che nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012 si schiantò sugli scogli dell' isola del Giglio con a bordo oltre quattromila passeggeri.

La misura di custodia cautelare solitamente viene applicata ad un imputato quando c'è il pericolo di reiterazione del reato, di inquinamento delle prove o di fuga dell'imputato stesso. Posto che sia abbastanza improbabile che possano verificarsi le prime due condizioni, è chiaro a tutti che  l'ex comandante della Concordia potrebbe benissimo fuggire all'estero sapendo di rischiare una pena molto severa e a questa conclusione sono giunti anche i pubblici ministeri che nelle scorse ore hanno chiesto la carcerazione preventiva di Francesco Schettino che potrebbe lasciare l'Italia in qualsiasi momento dato che possiede una casa in Svizzera e grazie al suo lavoro ha conoscenze in tutto il mondo.

Secondo i pm Schettino merita una condanna a 26 anni e 3 mesi di reclusione, si è comportato da "incauto idiota" e, ammesso che meriti la pietà di Dio, dai giudici non potrà averne alcuna. Ad aggravare il quadro dell'imputato secondo i magistrati ci sono anche le omesse e false dichiarazioni all'autorità marittima e le interviste e dichiarazioni pubbliche nelle quali Schettino ha sostenuto di aver fatto di tutto per evitare conseguenze peggiori. Se è stato evitato un disastro ancora più grave secondo i pm è dipeso solo dal caso e dalla provvidenza. Come ricordo in un articolo dello scorso 6 agosto, Schettino fu invitato a tenere una conferenza all'Università La Sapienza di Roma e, al di là dell' opportunità di invitare l'ex comandante della Concordia a dare lezioni in un Ateneo, anche in quella occasione l'imputato ribadì che si era trattato di un incidente e che era stato convocato all'Università in qualità di esperto con la missione di spiegare agli studenti la gestione del controllo del panico e l'importanza della componente umana in situazioni del genere. Schettino in quell'occasione dichiarò di fronte agli studenti: "So come ci si comporta in casi del genere, come bisogna reagire quando ci sono equipaggi di etnie diverse". Niente di più falso se consideriamo che nella realtà dei fatti Schettino ha abbandonato la nave mentre erano in corso le operazioni di salvataggio e ha più volte disobbedito agli ordini dell'Ufficiale della capitaneria De Falco che gli intimava di tornare a bordo.

I pm hanno dichiarato :"Improvvisare la rotta e con quelle condizioni determina l'aggravante di una mostruosa colpa cosciente" e in più Schettino è andato contro "i suoi doveri di uomo di mare e pubblico ufficiale che la legge, l'onore e la coscienza" gli avrebbero imposto di seguire. I giudici hanno inoltre ricordato che Schettino ha lasciato vecchi, disabili e bambini a bordo di una nave inclinata, di notte, in fase di black out, con scene di panico senza indicazioni ai passeggeri ed è sceso dalla nave 5 ore prima della fine dell'emergenza.

Ora bisognerà capire se dopo la richiesta dei pm il tribunale si prenderà la responsabilità di lasciare a piede libero l'ex comandante della Concordia che solo qualche mese fa appariva sorridente e abbronzato in alcune foto che lo ritraevano ad un party sull'isola di Ischia, noncurante delle proteste dei parenti delle vittime e di tutti coloro che vorrebbero fosse fatta giustizia in nome delle 32 persone che hanno perso la vita nel disastro di cui proprio lui è stato l'artefice.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                         26 Gennaio 2015

Nessun commento ancora

Lascia un commento