MADRE COSTRINGE LA FIGLIA DI 15 ANNI A PROSTITUIRSI. I CLIENTI SE LA CAVERANNO CON UNA MULTA.

Una storia che ha dell'incredibile e che sovverte tutte le nostre certezze sull'amore che una madre dovrebbe provare per le proprie creature. Purtroppo la cronaca è piena di storie di madri che uccidono i propri figli e anche se in questo caso non si tratta di un figlicidio vero e proprio è come se questa madre scellerata avesse ucciso l'infanzia della sua bambina. Costringendola a prostituirsi all'età di 15 anni, ricattandola con la minaccia che in famiglia non avevano da mangiare, soggiogandola e facendosi ubbidire con frasi e parole che ora fanno parte di un memoriale che la giovane, oggi maggiorenne, ha avuto la forza di scrivere sforzandosi di ricordare quei momenti terribili della sua vita.

La ragazza ha scritto tutto, nero su bianco, in una relazione di 32 pagine aiutata dai carabinieri di Bibbiano (RE) che hanno anche filmato il suo racconto. Era solo una adolescente come tante altre ma durante quell'estate del 2012 in un paese della Val d'Enza invece di uscire con le amiche o andare a fare una gita al mare era costretta dalla madre ad avere rapporti sessuali con degli sconosciuti, a procurarsi del denaro vendendo il proprio corpo. La ragazza, dopo un iniziale rifiuto a rivangare giornate piene di orrore e vergogna, ha cominciato ad aprirsi di fronte agli inquirenti e agli assistenti sociali e, grazie alla sua memoria fotografica, ha raccontato di quei clienti che hanno comprato il suo corpo per poche centinaia di euro, delle loro case, delle loro auto, del loro aspetto, dei loro tatuaggi e di altri particolari che li stanno inchiodando.

La madre un giorno la porta a prendere un gelato e poi nell'ufficio di un giornale che pubblica annunci a pagamento dicendole: "Dai, mettiamo un annuncio sul giornale. Lo so che sei minorenne ma non diciamo che è per te. Solo che è per una tua amica". Quando la ragazza prova a ribellarsi alla proposta della madre, questa la apostrofa: "Mamma mia, che bimba che sei, dici tanto che sei forte, poi quando ci sono da fare le cose da grandi sei una bambina". Dopo l'annuncio la madre predispone un vecchio cellulare solo per quel numero e obbliga la figlia a rispondere alle numerose chiamate che arrivano, a descriversi fisicamente e ad elencare il tariffario. La madre, se così si può chiamare una donna totalmente priva di morale e di amore per la propria figlia, comincia a minacciare la ragazza :"Se non lo fai come facciamo a pagare le bollette? Non abbiamo da mangiare, devi pur dare un contributo alla famiglia".

La vittima racconta anche il primo appuntamento :" Sentivo che stavo facendo la cosa peggiore del mondo, mi facevo schifo" e quando prova a sottrarsi e ad invitare la madre a farlo al posto suo, questa le risponde :"Io sono brutta e vecchia, devi fare la tua parte". La narrazione di quegli attimi passati nell'auto del primo cliente, un cinquantenne pelato come lo descrive la ragazzina, è agghiacciante, tanto che la giovane tenta di pensare ad altro mentre lui fa i suoi comodi, di distrarsi, di guardare fuori dai finestrini. L'uomo le chiede se è sicura di essere maggiorenne solo dopo aver consumato il rapporto e le da 180 euro che lei deve consegnare alla madre.

Purtroppo dopo il primo cliente, secondo il racconto della ragazza, ce ne sono stati almeno altri 30 e la donna è arrivata fino al punto di chiedere alla sua bambina :"Se ti propongo uno che conosco e conosci anche tu da anni ci vai? Guarda che ti paga bene, anche 400 euro. E' da quando hai dodici anni che mi chiede di andare a letto con te ma non te l'ho mai proposto perché eri troppo giovane"....parole dette ad una ragazza di 15 anni.

Ora la ragazza vive sotto protezione in una comunità e sta cercando, malgrado tutto, di riaffacciarsi alla vita mentre la madre, accusata di sfruttamento della prostituzione minorile con le aggravanti del caso rischia fino a 18 anni di carcere. Ma cosa rischiano le persone che hanno consumato rapporti sessuali a pagamento con una minorenne? Secondo Marco Scarpati, avvocato della giovane, intervistato nella trasmissione "Mattino Cinque" i clienti della ragazzina che all'epoca aveva 15 anni rischiano solo una pena fino a 3 anni di carcere che può ridursi ulteriormente a un anno con sospensione condizionale grazie al patteggiamento e al pagamento di una multa. Come non provare rabbia e sgomento di fronte ad una notizia simile? Qualcuno propone di pubblicare su tutti i quotidiani in nomi di queste persone che pur trovandosi di fronte una bambina non hanno esitato a sfogare i loro più bassi istinti ma temo che la legge, anche questa volta, sarà pronta a tutelare la loro privacy sebbene sia in gioco la violenza psicologica e fisica subita da una piccola vittima e la difficile ricostruzione del suo equilibrio, della serenità e della spensieratezza che le sono state rubate.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                     22 Gennaio 2015

I commenti sono chiusi