L’italia un popolo di razzisti ?

Il candidato alla presidenza della Federcalcio, Carlo Tavecchio, venerdì scorso ha usato espressioni offensive e razziste parlando di troppi calciatori stranieri che giocano in Italia e precisamente ha dichiarato:" L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Pobà (nome inventato) è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree..."

La notizia, come era normale aspettarsi, ha fatto in breve tempo il giro del mondo e pesanti critiche sono comparse sui media stranieri che hanno condannato fermamente le affermazioni di Tavecchio perchè la lotta al razzismo dovrebbe essere una delle priorità del calcio mondiale. La Fifa ha scritto alla Figc per chiedere di aprire un'inchiesta sulle frasi pronunciate da Tavecchio e anche il mondo della politica, in particolare il Pd, ha chiesto al candidato di fare un passo indietro. La Juventus e la Roma sono nettamente contrarie alla nomina di Tavecchio a presidente della Federcalcio e in queste ultime ore anche la Fiorentina, la Sampdoria e il Sassuolo dichiarano che la sua candidatura è insostenibile. Aldo Grasso sul Corriere della Sera scrive che neppure un calcio messo male come quello italiano si merita un presidente come Carlo Tavecchio che è incappato in una brutta gaffe a sfondo razzista e sottolinea il fatto che sostenere la sua nomina significherebbe non cambiare in meglio il calcio italiano ma mantenere il potere costituito dato che la candidatura di Tavecchio è sponsorizzata dalla Lega Dilettanti, dalla Lega Pro e dalle Leghe di serie B e di serie A.

La polemica è un'occasione per porci una domanda ricorrente: gli italiani sono un popolo di razzisti? Al di là della vicenda che riguarda il futuro presidente della Federcalcio purtroppo sono molti gli episodi di razzismo che ci vedono protagonisti. Basterebbe ricordare la rubrica "Qui Kyenge" nata sul quotidiano leghista La Padania allo scopo di offendere e vilipendere una ministra soprannominata "orango" e aspramente criticata e attaccata non per ciò che dice o per le sue idee ma per il colore della sua pelle. Basterebbe ricordare gli orribili incitamenti contro i bambini Rom da part del sindaco di Treviso Gentilini o i fatti di Rosarno e Gioia Tauro o l'incendio del campo Rom di Torino o l'uccisione dei due senegalesi a Firenze o la condanna dell'Italia per i respingimenti dei migranti in Libia da parte della Corte Europea dei diritti umani. Quanti di noi hanno pronunciato o sentito pronunciare frasi di questo tipo:" Gli immigrati vengono in Italia a rubarci il lavoro" oppure :"prima o poi diventeremo una repubblica islamica" o ancora :"puzzano, non si lavano, chissà cosa mangiano". Se qualcuno ce lo domanda diciamo di non essere razzisti ma poi urliamo "buu" allo stadio quando entra il giocatore nero della squadra avversaria e ci lasciamo andare ad una serie di considerazioni che sono patetici luoghi comuni come :"i senegalesi (tutti) vendono la roba contraffatta, gli zingari stuprano, gli albanesi sono violenti e i rumeni sono sempre ubriachi".

Qualcuno, soprattutto esponenti politici, giustificano questo tipo di comportamento perchè gli immigrati nel nostro Paese sarebbero troppi e gli italiani hanno ragione ad avere paura perchè l'immigrato è l'unico responsabile dei crimini, dei furti e degli stupri. Niente di più falso se si considera che, specialmente in relazione alle violenze e ai femminicidi, la maggior parte di essi avviene fra le mura domestiche e i responsabili sono spesso mariti e partner.

E' triste constatare che non abbiamo memoria storica, a farci paura dovrebbe essere il ricordo di un periodo nemmeno troppo lontano quando in Italia erano in vigore le leggi razziali e molti italiani sono state arrestate, deportate e uccise solo perchè appartenevano ad una "razza" che il regime fascista e quello nazista avevano deciso di far sparire dalla faccia della terra. Come dovrebbero farci riflettere i cartelli affissi sui portoni dei condomini con la scritta "Non affittiamo ai meridionali" che appartengono alla nostra storia più recente ma  sono finiti nel dimenticatoio tanto che i giovani pensano si tratti di una leggenda metropolitana.

Secondo l'ultimo rapporto del Censis quattro italiani su cinque provano nei confronti degli immigrati diffidenza (60,1%), indifferenza (15,8%) o aperta ostilità (6,9%) e si assiste ad un razzismo che monta dall'alto perchè è stimolato da alcune forze politiche e trova nella crisi economica un pericoloso brodo di coltura.

Se vogliamo che su google non compaia più la parola "razzista" accanto alla parola "italiano" dobbiamo impegnarci seriamente per un vero cambiamento culturale e dovremmo cominciare proprio dal linguaggio evitando che i giornali di tutto il mondo parlino di un altro caso Kyenge o di un altro caso Tavecchio.

Morena Zapparoli Funari                                            28 Luglio 2014

I commenti sono chiusi