LA MADRE DI LORIS STIVAL, ACCUSATA DI OMICIDIO SU TUTTE LE PRIME PAGINE, E’ DOVERE DI CRONACA.

"Non so come fare a spiegare a mio figlio che non deve parlare con gli sconosciuti ma che poi qualcosa di terribile può invece accadere in famiglia". Sono le parole di una mamma davanti alla scuola dove Loris Stival frequentava la terza elementare, parole piene di sconforto e incredulità davanti alla notizia che la madre del piccolo trovato morto lo scorso 29 novembre è stata interrogata e fermata dalla procura di Ragusa per gravi indizi di colpevolezza. Per gli inquirenti Veronica Panarello, la madre del piccolo Loris, è accusata di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela e occultamento di cadavere in quanto sarebbe stata proprio lei a strangolare con una fascetta da elettricista il figlioletto di otto anni e sarebbe stata sempre lei a gettare il corpicino nel canalone in contrada Mulino Vecchio a circa due chilometri di distanza dal centro del paese.

Veronica Panarello ha sempre sostenuto che il 29 novembre ha accompagnato il figlio a scuola in auto ma le indagini della polizia e dei carabinieri che hanno visionato ed esaminato attentamente le immagini registrate dalle 40 telecamere di Santa Croce Camerina purtroppo smentiscono il racconto della donna. Alle 8.32 della mattina del 29 novembre la telecamera davanti all'abitazione degli Stival registra Veronica, il figlio più piccolo di 4 anni e Loris davanti all'auto della donna, una Polo nera, ma Loris non sale a bordo e torna verso casa dunque a scuola non ci è mai arrivato come confermano le telecamere posizionate lungo il percorso che dalla casa degli Stival conduce alla scuola "Falcone e Borsellino". La madre di Loris torna a casa intorno alle 8.49, trascorre 36 minuti sola con Loris nell'abitazione e parla al telefono per qualche secondo con il marito dicendogli che i figli sono a scuola. Il marito di Veronica si trova fuori dalla Sicilia per lavoro e non immagina neanche lontanamente ciò che accadrà durante quella maledetta giornata.

Purtroppo gli esiti dell'autopsia sul corpo del povero Loris dicono che la morte per strangolamento è avvenuta proprio tra le 9 e le 10 del mattino e ad aggravare la posizione della madre c'è un altro filmato che registra alle 9.27 la presenza della sua auto a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio dove c'è il canalone nel quale è stato ritrovato il corpo senza vita del bambino. Alle 9,55 Veronica arriva alla tenuta di Donnafugata dove segue un corso di cucina e alle 12.30 giunge all'istituto "Falcone e Borsellino" dove le diranno che Loris quella mattina a scuola non è mai entrato. Due giorni dopo l'omicidio le maestre di Loris si recano a casa degli Stival per fare le condoglianze e Davide Stival, padre del bambino, su insistenza di Veronica, consegna loro una busta con alcune fascette da elettricista dicendo che sono quelle richieste per la lezione di scienze. Le insegnanti rimangono basite perchè in realtà non è mai stata fatta nessuna richiesta del genere nè agli alunni nè ai genitori e il particolare più agghiacciante è che Loris sarebbe stato strangolato proprio con una fascetta del tutto compatibile con quelle che la madre voleva consegnare alle insegnanti.

Questi sono gli elementi su cui si è basata la Procura per emettere il provvedimento di fermo nei confronti della madre del piccolo Loris con l'accusa di omicidio volontario. Sono d'accordo con chi sostiene che in mancanza di una confessione spontanea o di una sentenza definitiva sia ingiusto giudicare Veronica Panarello colpevole dell'assassinio del proprio figlio ma va detto che il dovere di cronaca ha spinto oggi tutti i principali quotidiani a mettere in prima pagina la notizia del fermo della donna senza che questo comporti necessariamente la sua condanna a priori da parte dell'opinione pubblica.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                         9 Dicembre 2014

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