LA CASA DI PROPRIETA’ DIVENTA POSSIBILE CON L’AFFITTO A RISCATTO.

Nel 2008, all'alba della crisi, i nostri politici ci rassicuravano elogiandoci perchè avevamo saputo risparmiare e gestire in modo oculato il denaro, tanto è vero che l'80% dei cittadini di questo Paese viveva in una casa di proprietà. Purtroppo nel giro di poco tempo i risparmi degli italiani si sono prosciugati ed è risultato un miraggio per molti diventare o restare proprietari di un abitazione nonchè riuscire a farsi concedere un mutuo dalle banche. I mutui prima casa sono calati notevolmente dal 2008 e la cosa più grave è che ne vengono concessi in misura sempre minore anche ai giovani sotto i 35 anni per i quali, oltre alla precarietà professionale, si parla anche di precarietà legata all'abitazione.

E' per questo motivo che i venditori di immobili hanno deciso di ricorrere alla formula dell'"affitto con riscatto" e, secondo una ricerca svolta da Kijiji, un sito di annunci on line, negli ultimi tre mesi è cresciuto del 23% il numero di annunci di chi propone questa formula per acquistare casa.

Sono circa 2.300.000 le famiglie italiane che per ragioni economiche non possono permettersi un'abitazione di proprietà e la formula dell'affitto con riscatto consente di rateizzare l'acquisto dell'immobile pagando un canone mensile che viene detratto di volta in volta dal valore complessivo della casa stabilito precedentemente fra venditore e compratore. Quando si raggiunge l'importo pattuito per la cessione o dopo il riscatto al termine di un determinato periodo di tempo concordato durante la sottoscrizione del contratto, l'affittuario diventa a tutti gli effetti il proprietario della casa. In questo modo il venditore percepirà una rendita mensile continua e l'affittuario futuro proprietario non sarà costretto a sborsare una somma ingente al momento dell'acquisto o a dover ricorrere ad un mutuo. La formula è paragonabile ad un leasing fra proprietario e affittuario senza intermediazioni di una società terza.

Un altra soluzione adoperata in questi ultimi tempi è il cosiddetto "Rent to buy", una formula di acquisto anglo-sassone finalizzata a far rientrare il compratore in un determinato tempo nei parametri richiesti dalle banche per effettuare l'acquisto dell'immobile con un mutuo nella previsione che le condizioni di accesso al finanziamento e i tassi di interesse tra alcuni anni siano più accessibili di quelli attuali. Accade così che l'acquirente rimanda l'acquisto ma non perde i soldi dell'affitto e potrà in futuro chiedere un mutuo più vantaggioso e di importo minore avendo già pagato una parte della casa con il canone mensile.

Con il Rent to Buy l'acquirente potrà inoltre dimostrare alla banca che ha puntualmente versato per un periodo (che solitamente corrisponde a tre anni), la somma dovuta a titolo di canone e diventerà agli occhi della banca stessa un cliente sicuro a cui poter concedere con tranquillità il mutuo anche senza far intervenire dei garanti.

Dato che il canone stabilito con la formula dell'affitto con riscatto è generalmente maggiorato rispetto al canone di una normale locazione il vantaggio si ha sia per il venditore che riceve una somma mensile più elevata sia per l'acquirente che può utilizzare da subito l'immobile apportando modifiche e migliorie e terminare l'acquisto fra qualche anno al prezzo concordato inizialmente con il venditore.

In un momento in cui la casa è diventata un sogno impossibile per molti queste soluzioni potrebbero essere un modo per far diventare proprietari giovani e meno giovani che dovrebbero comunque sostenere delle spese a fondo perduto per vivere in affitto e potrebbe essere una spinta per far ripartire il mercato immobiliare fermo ormai da troppo tempo.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                            28 Ottobre 2014

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