Immigrazione. Altri 30 immigrati morti nel Canale Di Sicilia. Perchè l'Europa lascia da sola l'Italia ?

di Morena Zapparoli Funari

Venti anni fa in un rapporto delle Nazioni Unite si leggeva : "Verrà il giorno in cui se le risorse non andranno verso le popolazioni povere del mondo, saranno queste che muoveranno verso le risorse". Come sappiamo le risorse non hanno preso la direzione auspicata e il flusso migratorio dai paesi più poveri verso quelli più ricchi si è sempre più intensificato e non accenna a diminuire. A ciò dobbiamo aggiungere la piaga delle guerre e delle repressioni, dei profughi che fuggono da paesi dove sopravvivere è impossibile e cercano asilo politico non solo in Italia ma in tutta Europa e in altri paesi democratici.

L'ultima tragedia è avvenuta nelle scorse ore, circa trenta migranti sono morti nel canale di Sicilia su un barcone rintracciato dalla nave Grecale della Marina Militare italiana perchè, stipati in una parte angusta del barcone, sono deceduti per asfissia prima che arrivassero i soccorsi. E' solo l'ultimo episodio di una lunga serie, uomini, donne e bambini che fuggono dalla morte per trovare la morte in mare, persone che cercano paesi in grado di garantire loro protezione umanitaria, diritti, asilo politico, lavoro, opportunità.

Ogni volta in Italia si assiste al disgustoso scaricabarile fra le varie forze politiche che si accusano a vicenda come se i flussi migratori, inarrestabili ed inevitabili per le ragioni sopra descritte, fossero colpa della sinistra o della destra o di quella o questa legge. Oggi è la volta del segretario della Lega Matteo Salvini che dichiara:" Le camicie di Renzi e Alfano sono sporche di sangue" mentre alcuni deputati del Pd lo accusano di fare sciacallaggio e di speculare sui morti come se fosse perennemente in campagna elettorale. La verità è che il problema dell'immigrazione viene usato da alcuni politici per alimentare le paure degli italiani oppure viene arginato con leggi inadeguate come la Bossi-Fini o con misure d'emergenza come l'operazione Mare Nostrum che in ogni caso non può risolvere il problema alla radice.

In questa situazione disperata noi ci chiediamo dove sia l'Unione Europea. Perchè l'Italia viene lasciata da sola a gestire questo problema che dovrebbe riguardare la politica estera di tutti gli stati membri? Dobbiamo concludere che una politica estera dell'Unione europea in realtà non esista? o che agli altri stati faccia comodo scaricare l'intera responsabilità di queste immani tragedie sulle nostre spalle dato che siamo l'estrema frontiera attraverso la quale gli immigrati tentano di entrare nel continente europeo?  In queste ore le agenzie di stampa diffondono la notizia che lo staff di Jean Claude Junker, presidente designato della Commissione Ue, sta lavorando all'ipotesi di creare un commissario ad hoc per l'immigrazione e anche la commissaria uscente Cecilia Malmstrom promette che l'Ue è pronta "ad aiutare l'Italia"....appunto, speriamo non si tratti delle solite promesse perchè con quelle finora abbiamo risolto ben poco.

La regolazione e il controllo dei flussi dovrebbero essere di competenza dell'Unione Europea come soggetto politico sovranazionale e, oltre agli accordi con i paesi di partenza e di transito, alla cooperazione in loco e al pattugliamento ci deve essere anche la redistribuzione dei migranti tra i diversi stati dell'UE. Una legge come la Bossi-Fini si è rivelata inapplicabile perchè il permesso di lavoro-soggiorno è subordinato all'ingresso in Italia in virtù di un contratto concluso dallo straniero nel paese di origine e la legge Maroni che aveva introdotto il reato di immigrazione clandestina abolito lo scorso aprile non ha fatto altro che ingolfare ulteriormente il sistema giudiziario italiano ma, nonostante il fallimento delle leggi italiane sull'immigrazione, la responsabilità di questo fenomeno in aumento deve essere data anche all' assenza di un piano europeo. Occorre un maggior impiego di risorse politiche e finanziarie da parte dell'UE, una collaborazione dell'UE con l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati al fine di allestire centri specializzati negli stati di provenienza degli immigrati per una prima analisi di coloro che richiedono asilo e forniscono i requisiti. Occorre peraltro dotare il nostro paese di un'adeguata legge sul diritto di asilo.

Invece di usare il fenomeno dell'immigrazione e di strumentalizzare tragedie come quella di Lampedusa o come quella avvenuta nelle scorse ore bisognerebbe sottolineare il fatto che gli immigrati costituiscono una risorsa preziosa per l'economia di tutti gli stati europei, soprattutto di quelli in cui è maggiore il fenomeno della bassa natalità e la pianificazione degli ingressi dovrebbe avvenire tenendo conto della possibilità di offrire lavoro da parte di ciascun paese dell'UE. Dobbiamo solo augurarci che le promesse che vengono dall'Europa stavolta si trasformino in qualcosa di concreto e che l'Italia, per risolvere un problema che riguarda tutto il continente, non sia costretta di nuovo a ricorrere all'arte di arrangiarsi.

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Morena Zapparoli Funari                                                               30 Giugno 2014

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