GLI ITALIANI NON RINUNCIANO AL PRANZO DI NATALE E AL CENONE DI CAPODANNO NEMMENO IN TEMPO DI CRISI.

E' indubbio che nel corso dei secoli sia mutato il modo di celebrare il Natale che è passato da festa religiosa cristiana che ricorda la nascita di Gesù con il rituale scambio di doni a festa che di mistico non conserva quasi più nulla anche se per molte persone il significato originario di questa ricorrenza è tuttora vivo e pregnante. Succede così che in molte parti del mondo chi è cristiano e chi non lo è, chi è credente ma anche chi è più scettico o addirittura ateo sia abituato a riunirsi con tutta la famiglia e con gli amici più cari per condividere un momento di gioia e convivialità e con il desiderio di regalare qualcosa a chi si ama.

Anche quest'anno sono molti gli italiani che hanno deciso di limitare al minimo indispensabile le spese per i regali di Natale perchè la crisi economica non ci ha ancora abbandonato e i consumi delle famiglie devono fare i conti con budget alquanto ridotti.

Solo pochi privilegiati si concederanno un viaggio come ci dicono i dati raccolti da Federalberghi che prevede che l'80% della popolazione ovvero 48 milioni di italiani non faranno alcuna vacanza anche se il giro d'affari dei tour operator risulta in crescita del 12% rispetto al 2013 ma è una rilevazione legata all'aumento degli italiani che sceglieranno l'estero, in particolare le capitali europee o il Mar Rosso. Se 4,7 miliardi di euro verranno spesi per i viaggi in ambito nazionale, 3 miliardi saranno spesi all'estero con un' impennata del 27,5%.

I regali a cui non si rinuncia sono quelli per i più piccoli perchè, per quanto ci si sia abituati a risparmiare, la maggior parte delle mamme, dei papà e dei nonni ritiene che non sia giusto gravare di preoccupazioni e far pesare la crisi anche ai bambini che devono avere il diritto di continuare a sognare almeno in questo periodo dell'anno. Gli uffici postali in questi giorni sono alle prese con migliaia di letterine spedite dai bambini a Babbo Natale, molti chiedono giocattoli, tablet, videogiochi, biciclette ma sono tanti anche i bimbi che chiedono un lavoro per mamma o papà oppure la salute per qualcuno meno fortunato di loro.

Tra gli adulti la tendenza in questi ultimi anni è stata quella di fare pochi regali, utili ma sempre molto graditi, come alimenti biologici a chilometri zero da comprare negli agriturismi sparsi per il nostro bel Paese, prodotti tipici come salumi, formaggi, vini e spumanti oppure oggetti artigianali reperibili nei coloratissimi mercatini di Natale.

Ma ciò a cui i nostri connazionali, crisi o non crisi, tengono maggiormente sono il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno, ritenuti una tradizione irrinunciabile e un' occasione speciale per raccogliere parenti ed amici intorno a una tavola piena di leccornie e specialità. Saranno oltre 4 milioni le persone che faranno il pranzo di Natale al ristorante e 4,7 milioni quelle che opteranno per il cenone di San Silvestro sempre al ristorante tanto che gli italiani spenderanno complessivamente 206 milioni di euro nei 71.000 ristoranti che resteranno aperti nel periodo natalizio secondo un'analisi di Coldiretti. Ma anche le famiglie che rimarranno a casa non si priveranno delle migliori pietanze preparate per i giorni di festa tanto che trascorreranno in media 3,5 ore ai fornelli per cucinare il pranzo di Natale. Secondo l'indagine di Coldiretti sono cinque le specialità in cima ai desideri degli italiani: spumante e panettone, lenticchie, pandoro e cotechino/zampone. La tendenza è quella di privilegiare menù semplici e nostrani con una forte attrazione verso la riscoperta del legame con i prodotti del territorio tanto che menù a chilometri zero con prodotti locali e di stagione sarà consumato dal 43% degli italiani e servirà, oltre che per deliziare il loro palato, anche per aiutare il territorio e l'economia.

Sempre secondo Coldiretti chi mette nel carrello della spesa prodotti made in Italy salva circa 30.000 posti di lavoro quindi mai come quest'anno gli acquisti per il nostro cenone possono servire a rilanciare l'economia del nostro Paese con l'augurio che prima o poi si riesca a lasciarci alle spalle la crisi economica e Babbo Natale possa ritornare a far felici piccoli e anche meno piccoli.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                       22 Dicembre 2014

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