GIUSTO O SBAGLIATO ALLESTIRE IL PRESEPE NELLE SCUOLE PUBBLICHE ?

Ogni anno in prossimità del Natale arriva puntuale la polemica sull'opportunità di allestire o meno il presepe in alcune scuole pubbliche ed ogni anno, inevitabilmente, la politica alimenta la polemica con alcuni esponenti che gridano allo scandalo e alla presunta invasione culturale dell'Islam che gli italiani sarebbero costretti a subire.

In realtà di solito la decisione circa l'allestimento del presepe nelle scuole viene presa dal dirigente scolastico così come è avvenuto in questi giorni all'Istituto De Amicis di Celadina in provincia di Bergamo dove il preside, Luciano Mastrorocco ha dichiarato: "La scuola pubblica è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione. In classe ognuno può portare il proprio contributo ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l'anticristo ma questo è l'orientamento che ho dato all'istituto da otto anni, quando sono arrivato qua".

La scelta del preside deriverebbe dal fatto che in quella scuola la percentuale media di studenti non italiani è del 30% con punte che, in alcune classi, si avvicinano al 50% e sarebbe condivisa dalle insegnanti mentre le lamentele sarebbero arrivate da alcuni genitori. Un rappresentante di classe di una terza elementare, Andrea Camozzi, ha contestato la decisione del dirigente scolastico perchè, secondo il suo parere condiviso da una ventina di madri e padri, è giusto far crescere i figli secondo il proprio credo e poi, da grandi, saranno liberi di scegliere se seguirlo oppure no. Secondo Camozzi e i genitori che si sono opposti alla scelta del preside le tradizioni vanno tutelate e vietare il presepe a scuola è un assurdità.

Molti i commenti ogni volta che si scatena la bufera su casi come questo, molte le persone che pacatamente affermano che il presepe non offende nessuno e molte quelle che scrivono con una certa animosità che sono le altre culture e religioni a doversi adattare alle nostre tradizioni ma c'è anche qualcuno che fa notare che si tratta di scuole pubbliche e non cattoliche quindi scuole laiche in uno Stato laico e non confessionale che dovrebbe garantire a tutti la libertà di culto e non dovrebbe imporre simboli cristiani a chi non è cristiano. C'è chi scrive che il presepe nelle scuole e negli asili pubblici rappresenta un momento creativo per i bambini e non ha valore confessionale e c'è chi ribatte proponendo di allestire un presepe multietnico con le statuine di varie etnie e nazionalità o di insegnare anche cos'è, ad esempio, il ramadan e cosa comportano le tradizioni di altre culture e religioni. C'è chi scrive che privare gli scolari del presepe è una violenza e c'è chi ribatte che i bambini possono tranquillamente godersi il presepe a casa o nelle chiese o in altri luoghi sparsi per la città perchè non si tratta di privare i bambini di qualcosa ma solo di tenere fuori la religione dalle scuole pubbliche. Una cosa è certa, mentre infuria la polemica ai bambini non deve importare molto il gran parlare che si fa di questo argomento e le decisioni che vengono prese non sono imposizioni di genitori musulmani o di altre religioni ma scelte, condivisibili o meno, dei dirigenti scolastici. E voi come la pensate?

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                         5 Dicembre 2014

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