GIOCO D’AZZARDO IN ITALIA, A RISCHIO 2 MILIONI DI PERSONE FRA CUI ANCHE MINORI.

Qualche tempo fa sulla prima pagina internazionale del New York Times hanno titolato :"Azzardo, l'Italia punta sulla mano sbagliata?". In effetti il nostro Paese è al quarto posto nel mondo per la raccolta del gioco ma mentre negli Usa la dipendenza dal gioco d'azzardo si cura come una vera e propria patologia da trent'anni a questa parte, da noi il diritto alla terapia da parte del servizio pubblico per chi soffre di ludopatia è stato riconosciuto solo nell'autunno del 2012. Meglio tardi che mai anche perchè i ludopatici in Italia sono 800.000 e le persone considerate a rischio dipendenza sono circa 2 milioni di ogni età ed estrazione sociale con un incremento preoccupante di donne che oggi sono il 50% mentre fino a pochi anni fa erano il 20%.

Nelle sale giochi e nei tabaccai anche tanti anziani, pensionati, donne e uomini che hanno superato i 65 anni e sono diventati dipendenti dalle slot machine e dai video poker in età avanzata e a dispetto della crisi economica che sembra andare di pari passo con la tendenza a sfidare la sorte pensando di poter vincere grosse somme di denaro. La verità è che non si vince quasi mai e chi si ritrova a fare i conti con il demone del gioco continua a scommettere per rifarsi dell'ultima perdita e per provare il brivido e l'adrenalina di una nuova giocata che è quasi più importante di una vincita.

Lo scorso anno gli italiani hanno speso quasi 85 miliardi in giochi d'azzardo, una somma tre volte superiore a quella di dieci anni fa, in un Paese dove in teoria il gioco d'azzardo è vietato, ma solo in teoria. Esistono infatti solo quattro Casinò autorizzati ma il grosso dell'azzardo si consuma nelle migliaia di sale giochi e in moltissimi tabaccai e bar sparsi ovunque da nord a sud della penisola per non parlare delle scommesse alle quali si può accedere in rete.

Vietare queste forme di azzardo legalizzato non sarebbe comunque una soluzione perchè equivarrebbe a consegnarle nelle mani della criminalità organizzata ma incentivare anche attraverso continui spot televisivi scommesse di ogni tipo è un atteggiamento deprecabile e diseducativo che ha gravi ripercussioni non solo sui giocatori compulsivi ma anche sui loro famigliari ed amici. Lo sa bene chi ha perso tutto per colpa del gioco, casa, lavoro e affetti quindi la cosa migliore sarebbe educare al consumo avvertendo con estrema chiarezza che l'azzardo può avere conseguenze molto pericolose e può portare ad una vera e propria dipendenza in tutto simile all'alcolismo e alla tossicomania.

Un dato ancor più allarmante riguarda il consumo del gioco d'azzardo da parte di giovani e giovanissimi tanto che i pediatri italiani hanno fornito cifre che hanno dell'incredibile: 400.000 bambini tra i 7 e i 9 anni hanno già puntato dei soldi, magari per scherzo, magari perchè i nonni hanno regalato loro un gratta e vinci che, per quanto possa sembrare innocuo, può a lungo andare avvicinare anche i minori alla logica delle scommesse. I minori inoltre possono avere accesso all'azzardo anche attraverso internet specialmente se vengono lasciati spesso e per lungo tempo soli davanti ad un computer che può nascondere in realtà insidie ancor più pericolose.

Dalla ludopatia è possibile guarire specie se si hanno accanto parenti e amici che accettano di affrontare il problema senza ricattare chi ne soffre anche se verrebbe spontaneo ad una persona minacciare il partner di lasciarlo se non si impegna a smettere. Il primo passo verso l'uscita dal tunnel è ammettere di essere malati e magari ricorrere ad una terapia di gruppo o a gruppi di auto-mutuo aiuto come nel caso degli Alcolisti Anonimi e stare lontano da qualsiasi forma di gioco d'azzardo, anche la più innocua come la tombola di Natale o la partita a carte fra amici che potrebbe far rinascere la sete di scommesse e la voglia di rischiare.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                 27 Novembre 2014

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