GAZA E VOLO MALAYSIA AIRLINES. DIRITTO DI CRONACA O SCOOP DELL’ORRORE ?

Domenica scorsa intorno all'ora di pranzo il canale Sky News che trasmette nel Regno Unito ha mandato in onda ripetutamente un servizio dove il noto giornalista Colin Brazier frugava nei bagagli dei passeggeri dell'aereo MH17 che era in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur e che è stato abbattuto probabilmente da un missile al confine fra Russia e Ucraina lo scorso venerdì. Colin Brazier ha rovistato in alcune valigie e trolley e ha mostrato gli effetti personali delle persone morte nell'incidente come una t-shirt con la scritta "I love Amsterdam", un beauty case, un mazzo di chiavi e persino uno spazzolino da denti ponendosi egli stesso l'interrogativo "Forse non dovremmo fare tutto questo....", interrogativo che però non gli è servito ad astenersi dal filmare e trasmettere immagini che hanno urtato la sensibilità degli spettatori, irrispettose nei confronti dei parenti delle vittime e inutili ai fini del diritto di cronaca. Non solo quelle immagini sono state l'esempio di un pessimo modo di fare giornalismo, hanno mostrato una grave mancanza di sensibilità violando la privacy di uomini, donne, bambini che hanno perso la vita tragicamente e non hanno fornito elementi in più alla notizia ma sono state girate sulla scena del crimine e potrebbero interferire con le indagini dato che nei confronti dell'incidente ci sono parecchi misteri, interrogativi e accuse reciproche tra Mosca e Kiev. L'emittente Sky e il giornalista si sono scusati per l'accaduto la sera stessa della messa in onda del video anche perchè al canale sono arrivate numerosissime segnalazioni da parte degli abbonati e i social network sono stati invasi dalle proteste e dalle lamentele dei telespettatori.

In molti si chiedono dove sia il confine fra il diritto di fare informazione e la violazione della privacy, resa ancor più grave in questo caso dalle circostanze. E' questo un modo lecito di raccontare la tragedia umana di quelle 298 persone,16 delle quali risultano ancora disperse? O la rincorsa allo scoop vale comunque sempre di più dell'umana pietas e della deontologia professionale calpestata sotto la suola delle scarpe? Ma soprattutto, di che scoop si tratta? Che effetto hanno potuto sortire quelle immagini sugli spettatori che si trovavano di fronte alla tv e quale utile contributo di informazione è stato dato per fare chiarezza su una vicenda che presenta ancora molti lati oscuri?

Qualcuno potrebbe parlare di uso di immagini inappropriate anche in relazione ad un altro caso internazionale, l'annoso conflitto fra Israele e Palestina e il suo recente inasprimento con gli scontri che stanno andando avanti ormai da settimane. E' corretto mostrare le immagini dei corpi straziati, i cadaveri di uomini, donne, bambini fatti a pezzi dalle bombe? Mentre il premier israeliano Netanyahu dichiara alla Cnn che "Hamas usa morti telegenici a scopo di propaganda" attirandosi non poche critiche e gli amministratori dei social network hanno deciso di bloccare i profili Twitter dove i combattenti di Hamas postano foto di cadaveri e corpi dilaniati con la scritta "Ecco la conquista israeliana di Gaza" anche noi in Italia, attraverso i media, siamo messi di fronte all'orrore di immagini che non avremmo mai voluto vedere ma dobbiamo distinguere  fra le inutili immagini dei bagagli delle vittime del volo MH17 e quelle delle barelle che trasportano i corpi senza vita dei quattro bambini palestinesi rimasti uccisi al porto di Gaza da un missile israeliano. In queste ore l'Unicef ci fa sapere che dall'inizio del conflitto sono stati uccisi 121 bambini palestinesi a Gaza e due su tre hanno meno di dodici anni e L'Onu sostiene che "a Gaza non vi è letteralmente nessun posto sicuro per i civili". Sono affermazioni che senz'altro ci fanno riflettere sulla tragedia di ciò che sta capitando in quei territori maledetti ma non sarebbero sufficienti a farci inorridire e a scuotere le nostre coscienze senza il potere delle immagini. E' grazie a quelle immagini che la comunità internazionale può decidere di denunciare la sproporzione di un conflitto che vede schierato da una parte il quinto esercito al mondo dotato di missili e armi all'avanguardia e dall'altra un gruppo di miliziani dotati di un arsenale di razzi rudimentali. Le immagini che sono sotto i nostri occhi ci testimoniano che dall'inizio del conflitto il numero dei morti palestinesi nella striscia di Gaza è di 606 e i feriti sono 3.700, negli ultimi raid è morto l'ennesimo bambino e tre donne, una delle quali incinta. Come afferma Amnesty International il bombardamento dell'ospedale Al Aqsa è l'ennesimo crimine di guerra di Israele ed è necessario che l'Onu disponga una rapida e imparziale indagine internazionale.

Morena Zapparoli Funari                                                           22 Luglio 2014

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