FABRIZIO CORONA. L'HO SEMPRE CRITICATO ASPRAMENTE MA NON MERITA IL CARCERE DI MASSIMA SICUREZZA.

 di Morena Zapparoli Funari

La prima volta che ho incontrato Fabrizio Corona è stato nell'autunno del 2000 quando Gianfranco fu chiamato prima come ospite e poi come conduttore nella trasmissione "A tu per tu" su Canale 5 e decise di scegliere due ragazzi nel ruolo di valletti anzichè due ragazze come nella migliore tradizione delle trasmissioni condotte da lui nella fascia oraria del mezzogiorno, la più seguita dalle casalinghe. All'epoca Corona era un giovanotto poco più che adolescente timido ed introverso che spesso si lasciava oscurare dall'altro valletto, un modello vincitore del concorso "Mister Sicilia" di cui purtroppo non ricordo il nome (spero mi perdonerà), molto più spigliato e intraprendente nell'opera di porgere il microfono alle scatenate signore che facevano parte del pubblico in studio. Nessuno avrebbe potuto immaginare che da lì a poco Fabrizio Corona si sarebbe trasformato nel "Re dei paparazzi" e sarebbe balzato alle cronache per i suoi innumerevoli guai giudiziari, allora si parlava di lui più che altro per la sua avvenenza e per la sua vaga somiglianza con un giovane Sylvester Stallone. Non ho avuto occasione di parlare molto con lui ma l'impressione che dava era quella di un ragazzo dalle buone maniere e di buona famiglia che tentava di affacciarsi al mondo dello spettacolo.

Il secondo incontro è avvenuto nel 2007 quando Gianfranco ed io conducevamo su Odeon Tv una trasmissione dal titolo "La storia siamo io" e ricordo di avergli fatto un'intervista sul caso Vallettopoli e sulle conseguenze della sua implicazione fra cui l'arresto e la detenzione in carcere senza risparmiargli domande scomode ma ottenendo comunque, nei limiti del possibile, risposte abbastanza educate e civili anche se non sempre esaustive. Una delle cose che più mi aveva colpita era la spregiudicatezza e la mancanza di umana pietà con le quali Corona aveva trattato Lapo Elkann cercando di vendere a tv e giornali lo scoop dell'intervista a "Patrizia", il transessuale che aveva passato la serata con il rampollo di casa Fiat, proprio mentre il ragazzo si trovava in sala di rianimazione e in pericolo di vita in seguito ad un'overdose di sostanze stupefacenti. Mi impressionava la freddezza e la mancanza di compassione di Corona nei confronti di un essere umano che stava vivendo un momento tragico dovuto alla sua debolezza ma che non aveva fatto del male a nessuno se non a se stesso, mi impressionava il volersi ergere a giudice del comportamento altrui in cambio del denaro che avrebbe potuto ottenere dalla vendita di quel servizio: Corona infatti aveva chiesto 200.000 euro alla trasmissione Matrix condotta allora da Mentana e 75.000 euro ai settimanali Chi e Oggi per l'esclusiva.

Nel 2009 ho partecipato al reality "La Fattoria" su Canale 5 e fra i concorrenti c'era anche Fabrizio Corona. I nostri rapporti non sono mai stati idilliaci, il suo comportamento nei miei confronti era spesso arrogante e a volte mi rinfacciava le domande che gli avevo fatto durante quell'intervista a Odeon Tv, domande che peraltro continuavo a fargli per cercare di capire se si fosse mai pentito dei suoi comportamenti, anche di quelli che non avevano nulla di penalmente rilevante ma che tradivano un cinismo e una freddezza che avevano ben poco a che fare con l'umanità. Così una sera, durante uno scambio di battute al vetriolo, lui mi disse che secondo le sue "previsioni" io sarei stata una delle prime concorrenti ad essere eliminata e io gli risposi sorridendo che secondo le mie di previsioni io sarei arrivata in finale (come di fatto avvenne) e lui si sarebbe beccato dodici anni di galera. Era solo una battuta, non potevo immaginare che l'avrebbero condannato ad una pena detentiva di 13 anni e 8 mesi, di cattiverie ce ne siamo dette tante ma non augurerei il carcere di massima sicurezza ad una persona che ha commesso diversi reati ma non ha ucciso nessuno. Corona merita il carcere perchè ha accumulato condanne per estorsione e tentata estorsione, aggressione a pubblico ufficiale, estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali, detenzione e spendita di banconote false, detenzione e ricettazione di arma da fuoco e altro ma non merita un regime che si applica ai mafiosi e agli assassini ed è per questo che mi associo all'appello di Marco Travaglio che, su Il Fatto Quotidiano, chiede che al "Re dei paparazzi" sia concessa la grazia, un provvedimento che gli consenta di poter seguire un programma di riabilitazione e una pena meno severa rimuovendo il macigno dei cinque anni "ostativi"(condanna per l'estorsione ai danni del calciatoreTrezeguet) che gli impediscono il percorso rieducativo e gli sconti per la liberazione anticipata e gli impongono la detenzione in cella di sicurezza per almeno 5 anni.

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Morena Zapparoli Funari                                4 Agosto 2014

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