E’ PEGGIO UN POLITICO CORROTTO O UN ANTI-POLITICO ONESTO ?

Mentre il New York Times in prima pagina scrive che non c'è angolo dell'Italia che sia immune dall'infiltrazione criminale, l'inchiesta su "Mafia Capitale" che ha già portato a 37 arresti e ad un centinaio di indagati prosegue rivelando scenari incredibili come l'sms con cui Salvatore Buzzi, l'uomo delle cooperative rosse ora agli arresti, faceva gli auguri di buon anno ad alcuni suoi amici. In quel messaggio Buzzi scriveva: "Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l'erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale" riferendosi alle principali fonti di reddito per i loschi affari che ingrassavano l'associazione a delinquere formata da criminali, ex terroristi, politici e manager di aziende municipalizzate.
Il New York Times commenta la grande quantità di intercettazioni rese note nell'ambito dell'inchiesta e conclude: "Perfino per un Paese in cui la corruzione è data per scontata nella vita quotidiana, le rivelazioni hanno sbalordito i cittadini" e indica proprio la corruzione come responsabile principale della situazione che ha portato l'Italia ad avere un debito pubblico così alto.
Il quotidiano statunitense sembra comprendere perfettamente il motivo per cui nel nostro Paese sia naturale e logico aspettarsi indignazione da parte dell'opinione pubblica e moti di anti-politica che, invece, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fortemente criticato nei giorni scorsi. Napolitano nel suo ultimo intervento ha indicato l'anti-politica come "la più grave delle patologie cui siamo chiamati a far fronte" attirandosi non poche critiche non solo da parte di Beppe Grillo ma anche da parte di molti cittadini che in rete hanno espresso il loro disappunto per le parole del presidente della Repubblica che non terrebbero conto di quelle che sono le reali preoccupazioni degli italiani costretti, loro malgrado, ad allontanarsi dalla politica e a non nutrire più alcuna fiducia nei suoi rappresentanti per i gravi casi di corruzione e malaffare che stanno intossicando il nostro Paese.
Ad esprimere un parere discordante dalle parole di Napolitano è anche l'arcivescovo di Campobasso, monsignor Giancarlo Bregantini, capo della commissione episcopale sul lavoro della Cei che fu costretto a lasciare la diocesi di Locri e Gerace per le gravi minacce ricevute dalla 'ndrangheta. Monsignor Bregantini ha detto: "E' più eversivo un politico corrotto di un anti-politico onesto" e ha aggiunto "corruzione e anti-politica sono il medesimo triste risultato della mancanza di etica all'interno della politica", parole sicuramente condivisibili dalla maggioranza degli italiani, anche di quella percentuale sempre più crescente che sceglie di disertare le urne perchè ha perso ogni speranza. Per ridare fiducia nella politica e nelle istituzioni come dice monsignor Bregantini non servono moniti o "decisioni prese da pochi in stanze oscure", servirebbero "organi di controllo e partecipazione della base" perchè "è il buio che crea la corruzione o l'anti-politica". E' un pensiero dettato dalla correttezza e dal buonsenso, quello che purtroppo manca a buona parte dei nostri governanti.

Morena Zapparoli Funari

12 Dicembre 2014

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