DIMISSIONI DI NAPOLITANO. I PARERI DISCORDANTI SUL SUO OPERATO.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è dimesso e mentre si assiste all'inevitabile toto nomi per individuare quale sarà il suo probabile successore, i principali quotidiani italiani con i loro direttori, fondatori ed editorialisti di punta tracciano un ritratto dell'ex inquilino del Quirinale esprimendo opinioni sul suo operato.

Il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, in un lungo editoriale racconta il percorso di Napolitano dal Pci fino al Colle e il suo sogno di poter vedere gli Stati uniti d'Europa diventare realtà. Scalfari sostiene che Napolitano fu pregato da tutte le forze politiche di accettare il secondo mandato nel 2011 con la sola eccezione del Movimento 5 Stelle e ritiene che non ci fossero altre soluzioni dopo il siluramento di Prodi avvenuto per il voto contrario di 101 franchi tiratori del Pd. Secondo Scalfari Napolitano ha agito nell'interesse generale del nostro Paese perche' era necessario portare avanti alcune riforme urgenti come quella sul lavoro, la riforma costituzionale del Senato e la riforma della legge elettorale e si dovevano assolutamente scongiurare nuove elezioni con un sistema elettorale proporzionale che avrebbe creato due diverse maggioranze alla Camera e al Senato con la conseguenza di una totale ingovernabilità. Il fondatore di Repubblica paragona addirittura Napolitano alla figura mitologica di Sisifo che sollevava i massi e li faceva avanzare verso la vetta della montagna senza riuscire nella sua impresa ed è fermamente convinto che Napolitano abbia fatto il possibile e addirittura l'impossibile per far compiere al nostro Paese qualche passo avanti nella formazione di una classe dirigente che anteponga realmente gli interessi collettivi ai propri ma ci sia riuscito solo in parte.

Anche il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, da un parere del tutto positivo dei nove anni di reggenza di Napolitano affermando in un editoriale video che è stato un buon presidente perche' nel 2011 nominando senatore a vita Monti e affidandogli il governo ha evitato una crisi di sistema del nostro Paese che ci avrebbe condotto alla stessa situazione della Grecia. Secondo De Bortoli se Napolitano è andato oltre i suoi poteri e ha cambiato la Costituzione è stato solo per compensare la precarietà dell'esecutivo con un Parlamento spaccato in tre. Per il direttore del Corriere, Napolitano ha richiamato l'Italia al rispetto delle regole e ha difeso la centralità delle istituzioni minate dagli scandali e dal populismo e pur non essendo riuscito a portare a termine le riforme volute, almeno le ha avviate.

Di parere completamente diverso è Il Fatto Quotidiano con il suo direttore Antonio Padellaro e i suoi maggiori editorialisti fra i quali Marco Travaglio da sempre convinti che Napolitano si sia spinto ben al di là di quelle che dovrebbero essere le funzioni del presidente della Repubblica. Secondo Il Fatto, Napolitano ha voluto difendere a tutti i costi le "larghe intese" tra Pd e Pdl, la stabilità parlamentare di governi non eletti, da Monti a Renzi e l'avvio di riforme che hanno l'intento di stravolgere la nostra Costituzione. La rielezione di Napolitano secondo Il Fatto è stata una consegna nelle sue mani del potere di determinare la politica italiana con la continua minaccia di dimissioni in caso di crisi del governo, i richiami contro la "magistratura politicizzata", la nomina di Amato a giudice della Corte Costituzionale, la difesa a tutti i costi del governo Renzi e del Jobs Act contro i sindacati, contro "l'antipolitica eversiva" e gli euroscettici. Per le firme di punta del Fatto, Napolitano ha tentato di sottrarsi alle inchieste della magistratura sulla Trattativa Stato-Mafia e ha bloccato quell'aria di cambiamento e di reale rinnovamento della politica introdotta dal risultato delle elezioni del febbraio 2013 con lo straordinario risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle.

Per il Giornale, manco a dirlo, le dimissioni di Napolitano sono una vera liberazione perche' non è stato affatto un presidente super partes, a partire dal blitz del 2011 quando cacciò Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi per piazzarci Mario Monti che non ha risolto affatto la crisi ma l'ha peggiorata. Secondo il quotidiano della famiglia Berlusconi, Napolitano non ha mai nascosto la sua partigianeria per la sinistra e Vittorio Feltri che lo definisce "despota gentile" perche' in nove anni ha fatto e disfatto a proprio piacimento infischiandosene delle contraddizioni scrive che "qualcuno ha promosso Napolitano, scherzando ma non troppo, a monarca in piena regola, da compagno a Re Giorgio, bel salto di qualità".

Insomma, i pareri sul presidente della Repubblica uscente da parte dei commentatori più illustri si sprecano e non sono per niente unanimi. Sarebbe altrettanto interessante sapere qual'è l'opinione degli italiani su Giorgio Napolitano e qual'è secondo la maggior parte di loro la figura che meglio potrebbe ricoprire la più alta carica istituzionale del nostro Paese e garantire il rispetto della nostra Costituzione che rimane sempre, almeno per ora, la più bella del mondo.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                          14 Gennaio 2015

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