CON L’ITALICUM IL 60% DEI DEPUTATI SARA’ NOMINATO DA TRE O QUATTRO PERSONE.

L'Italicum, ovvero la legge elettorale in discussione al Senato che sta scatenando scontri e polemiche tra i dissidenti del Pd e i renziani sarà votato con qualche cambiamento rispetto al testo approvato lo scorso marzo alla Camera.

Il premio di maggioranza che assegna fino a 340 seggi andrà alla lista vincitrice anzichè alla coalizione come era stabilito nel testo precedente. Questa modifica era fortemente osteggiata da Berlusconi che ieri però ha cambiato idea e ha dato la sua approvazione.

 Il premio di maggioranza verrà assegnato al primo turno se la lista vincitrice otterrà almeno il 40% dei voti, in caso contrario le prime due liste andranno al ballottaggio. Nella prima versione dell'Italicum la soglia per ottenere il premio di maggioranza era fissata al 37%.

Per entrare alla Camera una lista dovrà ottenere almeno il 3% dei voti a livello nazionale mentre nella prima versione la soglia di sbarramento era dell'8% e danneggiava soprattutto i piccoli partiti. Sull' abbassamento della soglia di sbarramento Forza Italia non era d'accordo ma lunedì scorso Berlusconi ha dato la sua approvazione anche su questo punto sebbene la minoranza del suo partito non lo condivida.

Ma il punto che ha suscitato maggiori critiche e mal di pancia all'interno del Pd riguarda i capilista bloccati. L'Italicum suddivide l'Italia in 100 collegi che eleggono mediamente 6 deputati e in ciascun collegio i partiti presentano le liste i cui capilista sono bloccati ovvero decisi dalle segreterie dei partiti e non dalle preferenze espresse dagli elettori. Se un partito conquisterà più di un seggio, gli altri candidati saranno scelti in base al voto di preferenza. E' stato bocciato l'emendamento presentato dall'esponente della minoranza Pd Miguel Gotor che mirava a ridurre la percentuale dei nominati a favore degli eletti con le preferenze. Gotor aveva proposto un emendamento che prevedeva le preferenze per tutti i candidati nei collegi e dei listini bloccati su base regionale in cui sarebbero stati eletti il 30% dei deputati. Con la bocciatura dell'emendamento Gotor che cosa accadrà? Che le preferenze varranno solo per il partito che vince le elezioni e ottiene il premio di maggioranza mentre gli altri partiti eleggeranno solo i capilista bloccati. In parole povere, il 60% dei deputati saranno scelti da tre o quattro grandi "nominatori" e ci troveremo di fronte ad un Parlamento fatto sostanzialmente da nominati.

Il nuovo Italicum permetterà fino a dieci candidature multiple ovvero lo stesso capolista potrà presentarsi in dieci collegi e la nuova legge elettorale entrerà in vigore dal primo luglio del 2016 per evitare che, una volta approvato l'Italicum, si torni subito al voto.

Molti commentatori criticano l'impianto del nuovo Italicum soprattutto per il mantenimento dei capilista bloccati, frutto di un accordo fra Renzi e Berlusconi. Se Berlusconi fino a qualche tempo fa era deciso a non mollare su alcuni punti come la soglia di sbarramento più alta e il premio di maggioranza alla coalizione, ciò che lo avrebbe portato a dare pieno appoggio al presidente del Consiglio sarebbero alcune misure a suo favore che Renzi gli avrebbe promesso. La prima è la cosiddetta norma salva-Berlusconi contenuta nel decreto fiscale che consentirebbe a Berlusconi, condannato a quattro anni e due di interdizione dai pubblici uffici nel processo per i diritti tv Mediaset di chiedere al giudice di far decadere la condanna per estinzione del reato. La seconda è la promessa di non procedere con la riforma della prescrizione dato che il prossimo autunno la prescrizione, se tutto rimarrà invariato, annullerà definitivamente il processo sulla compravendita dei Senatori, processo che vede imputato Berlusconi e che è in corso a Napoli in primo grado. La terza misura a favore dell'ex Cavaliere è la scelta di un Presidente della Repubblica che non dovrà essergli ostile e a questo proposito si ipotizzano i nomi di Giuliano Amato, Anna Finocchiaro e Pierferdinando Casini.

 Mancano solo dieci giorni alla seduta comune del Parlamento che si riunirà il 29 gennaio per eleggere il successore di Napolitano e a Renzi che vorrebbe portare a casa la nuova legge elettorale prima di quella data non resta che confidare nell'appoggio di Berlusconi.

Morena Zapparoli                                                                                                                                       21 Gennaio 2015

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