Patto del Nazareno estinto ?

 Come era prevedibile, Sergio Mattarella è il nuovo presidente della Repubblica, eletto con i voti di tutto il Pd (144 voti) compresa la minoranza, di Sel (33), di Scelta Civica (32), di Per l'Italia centro-democratico (13), delle Autonomie e del Gruppo Misto (34), dei Popolari per L'Italia (4), di Ncd-Udc (75) e di 6 ex grillini.

Mattarella è stato eletto al quarto scrutinio con 665 voti e ha quindi superato di gran lunga i 505 voti necessari per conquistare la maggioranza assoluta e i voti superiori alle attese sono dovuti anche ad una quarantina di cosiddetti "franchi sostenitori" di Forza Italia che secondo il parere di molti commentatori apparterrebbero all'area di Raffaele Fitto da tempo in polemica con il leader Silvio Belusconi. Berlusconi aveva dato ordine ai suoi fedelissimi di votare scheda bianca anche al quarto scrutinio e così pare via avvenuto dato che le schede bianche sono state 105 mentre il Movimento 5 Stelle ha votato per Ferdinando Imposimato (127), Fratelli D'Italia e la Lega per Vittorio Feltri (46) e altri ex grillini per Stefano Rodotà (17).

Come ho scritto nell'articolo dello scorso 30 gennaio il motivo per cui il nome di Mattarella non era gradito a Berlusconi risaliva al 1990 quando l'attuale presidente della Repubblica, allora ministro della Pubblica Istruzione nel governo Andreotti, si dimise per protesta contro l'approvazione della legge Mammì che, su indicazione di Craxi, sanava definitivamente le tre reti del Biscione.

Cosa succederà quindi ora che Renzi ha osato scegliere e far eleggere un presidente della Repubblica non condiviso da Berlusconi? Il famoso patto del Nazareno, l'accordo segreto fra il presidente del Consiglio e il leader di Forza Italia sul quale si sono fatte le più svariate ipotesi rimarrà solo un ricordo?

A giudicare dal comunicato che Forza Italia ha diramato dopo l'ufficio di presidenza che si è tenuto oggi parrebbe di si :"Riteniamo Forza Italia libera di valutare quanto proposto di volta in volta, senza alcun vincolo politico derivante dagli accordi che hanno fin qui guidato, nello spirito e negli obiettivi, un percorso comune e condiviso che oggi è stato fatto venir meno dalla nostra controparte". A confermare la decisione è anche il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti che sostiene sia venuto meno un presupposto fondamentale ovvero la scelta comune del presidente della Repubblica. Secondo Toti Forza Italia e il suo indiscusso leader Silvio Berlusconi probabilmente voteranno la legge elettorale e la fine del bicameralismo perfetto perchè sono fondamentali per il Paese ma non si sentiranno in alcun modo ulteriormente legati nella condivisione totale del percorso delle riforme che era stato stabilito con il Patto del Nazareno.

Il Pd non sembra essere preoccupato delle scelta di Berlusconi e dei suoi tanto è vero che la vicesegretaria Debora Serracchiani dichiara che senza Brunetta e Berlusconi la strada delle riforme sarà più semplice e si potrà comunque arrivare fino alla naturale conclusione del mandato del governo Renzi nel 2018.

Ieri sera Renzi, ospite a Porta a Porta, aveva comunque affermato di non temere alcun ricatto da parte di Forza Italia :"Berlusconi le riforme vuole farle o no? Deve decidere se sono cose buone per il Paese o invece una schifezza come dice Brunetta".

Qualcuno nei giorni scorsi ha scritto che il litigio fra Renzi e Berlusconi sarebbe solo una finta per tranquillizzare chi sostiene che il Patto del Nazareno verrà portato a totale compimento perchè in realtà a Berlusconi sarebbe potuta andare peggio con l'elezione di una figura come Romano Prodi ma, alla luce delle nuove dichiarazioni, lo strappo sembrerebbe irricucibile.

Se è vero che nel Patto del Nazareno era contenuta anche la scelta condivisa del presidente della Repubblica, probabilmente Berlusconi non ha affatto digerito l'astuta mossa di Renzi che, giocando d'anticipo, è riuscito in un colpo solo a ricompattare il Pd e a far eleggere una figura che non fosse troppo ingombrante ma che avesse tutte le caratteristiche di una personalità di alto profilo istituzionale.

Morena Zapparoli Funari                                                                                                                                         4 Febbraio 2015

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