LE FACCE SBAGLIATE DELLA PUBBLICITA’.

Mi capita spesso di girare per Milano, la mia città, ed osservare manifesti pubblicitari giganti che violentano i nostri occhi ed il nostro morale. La mia professione mi porta a guardare tutto, anche i manifesti funebri. Osservo attentamente tutta la comunicazione che mi bombarda perchè mi piace imparare sempre di più.  Davanti ad una campagna publicitaria "bella" posso anche commuovermi ma, di fronte a foglioni di carta appiccicati sui muri ed "imbrattati" dalle litografie, posso anche correre a casa e rinchiudermi in bagno per il poderoso stimolo che mi procurano. E' abbastanza giovane il nuovo trend di utilizzare come testimonial della campagna, il proprietario, il titolare, chiamatelo come volete, dell'Azienda da reclamizzare.  Sarà stato l'enorme successo di Giovanni Rana con i suoi succulenti tortellini ad incoraggiare sgangherate agenzie pubblicitarie che, a totale corto di idee e creatività efficace,  svaligiano sprovveduti e fiduciosi imprenditori convincendoli (ma senza particolare fatica) a sbattere sui manifesti la propria fotografia e rappresentare con il volto e con il fisico la propria Azienda, i propri prodotti ed i propri servizi.  Ed ecco dunque apparire per strada, manifesti drammatici di costruttori, agenti immobiliari, rivenditori di sanitari che, anzichè mostrare l'articolo proposto, mostrano la propria faccia. Per carità: nulla contro questo tipo di personal branding ma, per favore, fatelo bene !  Foto scattate dal fotografetto di fiducia dell'agenzia che, per qualche ventina di euro, si presta con la propria Canon primo prezzo, a scimmiottare Oliviero Toscani nel back stage ricavato nel retrobottega del Cliente stesso.  Posa da Prima Comunione, sguardo incerto ed amorfo verso l'obiettivo, vestito buono della domenica e cravatta di marca comperata per l'occasione, il giorno prima dello "shooting" fotografico.  Caro Imprenditore, sia ben chiaro: io non ho nulla contro di te. Tu fai l'Imprenditore e pensi di affidarti a "chi ne capisce". Giustamente. Io sono incazzato nero con l'agenzia pubblicitaria che ti ha scippato soldi per una campagna di comunicazione che, oltre a non darti un ritorno economico di alcun tipo, ti danneggia pure.  Ad aggravare le circostanze, di recente, sono stati coinvolti anche i figli. "Papà, adesso facciamo una bella campagna pubblicitaria con le nostre facce sui manifesti. L'agenzia mi ha detto che sarà un successone."  Ed ecco padre e figlio sbattuti sui muri ed interpretare, con la propria impietosa immagine, il "miracoloso" advertisement, opera d'ingegno di un improbabile art-director, faticosamente partorito da un altrettanto improbabile "creativo".

Massimo Alfonso Mammarella

20 Novembre 2015

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